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BAROLO CHINATO
COCCHI
La storia, il
prodotto, il mercato
Il Barolo
Chinato è un vino speciale prodotto con Barolo a denominazione
d'origine controllata e garantita, aromatizzato con corteccia di
china calissaia, radice di rabarbaro e di genziana i cui principi
attivi vengono estratti mediante macerazione a temperatura
ambiente con aggiunta finale di spezie aromatizzanti, tra cui il
prezioso seme di cardamomo.
Nato in Piemonte nel secolo scorso, subito si diffuse grazie al
gusto ben dosato di amaro-dolce e soprattutto all'effetto
trainante in termini di mercato del nome "Barolo", che
subito lo collocava nei prodotti nobili rispetto agli svariati
tipi di bevande alcoliche a base di china.
Inventore di una ricetta originale, Giulio Cocchi fu il
protagonista della diffusione del Barolo Chinato iniziandone la
produzione in Asti nel 1891. Già nel 1913 la sua carta
intestata, sulla quale si definiva "produttore di Barolo
Chinato", vantava l'esistenza di cinque filiali (poi
divenute sette) in Piemonte, Liguria e Lombardia, filiali che
erano in realtà bar con annessa liquoreria e che tuttora si
chiamano "Bar Barolo Chinato Cocchi", oppure "Bar
Barolino Cocchi". Negli stessi anni iniziavano le
esportazioni che, via mare e con continuità, raggiunsero anche
località lontane come Addis Abeba, Caracas, New York, ecc...
In Italia il consumo del Barolo Chinato è stato aiutato dalla
fama di vino medicinale che si era creata. Nella tradizione
piemontese è diventato l'antidoto principale a tanti piccoli
malanni, soprattutto da raffreddamento. Bevuto come vin brulé,
caldo e corroborante, si sono lodate le capacità antipiretiche e
digestive: tanto bastava per averne sempre una bottiglia nella
credenza e giustificarne anche l'assunzione in dosi più che
terapeutiche da parte delle donne di casa.Servirlo agli ospiti
diventò poi nelle campagne un gesto rituale della ospitalità
contadina, fatta di semplicità e di genuinità
Col passare del tempo questo vino aromatizzato è stato raggiunto
e scavalcato da tanti concorrenti più o meno pubblicizzati ed
agguerriti, ma oggi, sull'onda del recupero delle tradizioni e
della naturalità, lo si sta riscoprendo sebbene con
atteggiamenti di consumo diversi dal passato.
Il segmento più interessante di consumo potrebbe essere definito
"giovane-culturale": il nuovo consumatore non ha la
coscienza storica del Barolo Chinato e lo vede per quello che è
oggi; viene infatti collocato tra i vini da meditazione in
alternativa al Porto, al Marsala Vergine o ai passiti liquorosi.
Piacciono l'equilibrio e l'armonia del profumo, l'immediata
gradevolezza del gusto e la persistenza delle sensazioni
organolettiche di questo prodotto ottenuto dalla infusione di
ventuno erbe scelte e opportunamente dosate in un vino di grande
pregio.
Le occasioni di consumo
sono tra le più diverse, con particolare successo nei Ristoranti
di livello, presentato nel carrello delle grappe come alternativa
a fine pasto. Quasi a sorpresa, è recente la scoperta del Barolo
Chinato come "liquido ideale" per reggere e completare
il gusto persistente anche dei cioccolati più ricchi di cacao.
Andrea Slitti, vincitore del Grand Prix de Chocolaterie di Parigi
nel 1994 e medaglia doro alle Olimpiadi del Cioccolato di
Berlino nel Settembre 1996, ha prodotto una pralina artigianale
al Barolo Chinato di altissimo livello che la Giulio Cocchi
distribuisce per accompagnare la degustazione e dimostrarne il
riuscito matrimonio.
Giulio Cocchi Spumanti