NUOVO VINO DA MESSA
DAL SEMINARIO "IL VINO SULL’ALTARE" DI COCCONATO D’ASTI

Si chiama Alleluja il nuovo Moscato piemontese per uso sacramentale.

allelu.jpg (40162 byte)In occasione del IV Seminario sui vini da Messa che si svolse nell' ottobre 1998 a Cocconato d’Asti si riunirono le commissioni di degustazione composte la prima da Sacerdoti e la seconda da noti enologi e studiosi del settore che hanno il compito di assaggiare i campioni dei vini da Messa che arrivano al Convegno di Cocconato da tutto il mondo. E’ questa una rara occasione che si ripete ogni due-tre anni per verificare le tendenze qualitative, legislative e di mercato dei vini destinati all’ Eucarestia.

Essendo queste produzioni destinate ad un mercato chiuso – solo il clero dovrebbe poter acquistare questi vini ed attraverso rivenditori specializzati – e ad un uso cosi’ delicato, per consuetudine non vengono stilate classifiche ne’ rivelati punteggi, ma espressi commenti sull’adattabilita’ all’uso e sulla correttezza delle pratiche enologiche impiegate. Si richiede infatti un prodotto assolutamente puro cosi’ come indicato dal Diritto Canonico e molte possono essere le tecniche produttive, ma complessa è l’interpretazione della legislazione costituita anche da diverse prese di posizione delle Congregazioni Vaticane nel corso della storia . L’evoluzione delle pratiche enologiche nel tempo e la presenza di sempre nuovi problemi anche pratici sia per l’uso che per la conservabilita’ o anche per la mancanza di uva o vini adatti negli angoli piu’ remoti del mondo dove il Cristianesimo è presente, rendono il tema sempre bisognoso di aggiornamenti affinche’ il vino sia garantito materia valida.

Il gruppo di studio, fin dal 1987, aveva suggerito alcuni nuovi tipi di vinificazione sperimentale utilizzando i vigneti e le strutture di cantina della famiglia Bava che organizza questi Seminari pur essendo soprattutto noti produttori di Barbera d’Asti e di Malvasia di Castelnuovo Don Bosco piu’ che di vini da Messa in senso stretto. Ne era uscito uno splendido esempio di vino passito da uve tardive dal nome antico di Malvaxia. Il costo di produzione tuttavia portava il vino in una fascia troppo alta per i sacerdoti ed è oggi usato piuttosto per accompagnare meno sacri, ma piu’ golosi, dessert e friandises.

Su progetto del compianto prof. Usseglio Tomasset, allora direttore della Stazione Enologica Sperimentale di Asti è stato oggi studiato un vino a base di Moscato d’Asti che aggiunge l’ottima conservabilità alle caratteristiche aromatiche e floreali del piu’ classico vitigno aromatico piemontese con un costo di produzione più contenuto.

Si chiama Alleluja, un nome che invita alla gioia ed al sacro insieme.

E' un vino liquoroso dal colore giallo dorato brillante ed un accattivante profumo floreale di gaggia.
Ricorda nel sapore il francese Moscato di Frontignan.
Di buon tenore alcolico, si conserva bene nel tempo


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