Il Romanico in Piemonte è largamente diffuso: si tratta di uno stile artistico e architettonico tipico dell’età medievale e, più precisamente, del X secolo.
Uno dei capolavori più noti è la suggestiva Sacra di San Michele, famosa anche per aver ispirato il celebre romanzo di Umberto Eco “Il nome della rosa”.
Ma questo imponente edificio non è certo l’unico esempio: sul territorio piemontese sono tante le chiese e le pievi perfettamente conservate, che permettono di scoprire e ammirare tutto il fascino di questo periodo artistico, forse meno noto del successivo stile gotico, ma altrettanto ricco di testimonianze di pregio.
L’arte romanica in Piemonte: le caratteristiche principali
Alcune caratteristiche sono comuni e riconoscibili in praticamente tutti gli edifici in stile romanico, come:
- la divisione della chiesa in campate con volte a crociera,
- la creazione di un matroneo sopra le navate laterali,
- le mura esterne decorate con archi e loggette,
- la facciata costruita in due modi, a capanna o a salienti,
- gli archi a tutto sesto,
- le mura spesse che permettono di creare più file di aperture strette, così gli interni sono caratterizzati da penombra e lasciati volutamente spogli, privi di pittura o abbellimenti,
- le colonne dalla forma complessa, spesso si tratta di pilastri formati da più semicolonne.
Tuttavia, uno degli elementi che rendono uniche e di particolare interesse le pievi e le chiese romaniche del Piemonte è la loro varietà.
Dal momento che la Regione è caratterizzata da zone morfologicamente molto diverse tra loro, e che si tratta di una terra da sempre crocevia per differenti popoli, le singole aree hanno dato vita a costruzioni con caratteristiche molto differenti tra loro.
Le Pievi del Monferrato Astigiano
Nel Monferrato, ad esempio, le pievi e le chiese sono solitamente realizzate a partire dalla “pietra da cantoni”, una marna molto facile da lavorare.
Così, gli edifici della zona sono particolarmente ricchi di decorazioni e di abbellimenti, resi possibili proprio dalla malleabilità di questa pietra.
Tra gli esempi che possiamo citare spicca l’Abbazia di Vezzolano, ad Albugnano, uno degli edifici romanici meglio conservati di tutto il Piemonte, a soli 15 km dalle Cantine Bava.
Ma anche le pievi e le chiese più piccole e meno note conservano tesori: è il caso, ad esempio, della Pieve di San Lorenzo, a Montiglio Monferrato.
Notevole anche la Chiesa di San Secondo, a Cortazzone, il cui interno è ricco di figure zoomorfe, antropomorfe, fantastiche, ibride e chimeriche, splendida testimonianza dell’ampio ricorso, tipico dell’epoca medievale, alla simbologia.
A Montechiaro d’Asti si trova invece la Chiesa dei Santi Nazario e Celso, caratterizzata da un alto campanile e da un vivace effetto cromatico dato dall’alternanza di mattoni e pietra arenaria.
La Rete Romanica di Collina e il Cammino del Romanico per scoprire il Romanico astigiano
Le principali testimonianze del Romanico astigiano sono oggi riunite nella Rete Romanica di Collina, un progetto di valorizzazione che include 25 chiese romaniche, disseminate su 22 Comuni dell’astigiano.
Compatibilmente con le giornate di apertura, è possibile timbrare la Carta Generale con il timbro della chiesa visitata, per completare l’intero percorso. E, per chi, volesse davvero immergersi nello spirito dell’epoca, è possibile ripercorrere i passi dei pellegrini lungo il Cammino del Romanico, che fa tappa presso alcune delle più rilevanti chiese e pievi romaniche, tra cui la splendida Pieve della Madonna della Neve, a Cocconato.
La Pieve di Cocconato, il gioiello del Romanico Astigiano a Cocconato
A Cocconato, su una collina circondata dai vigneti Bava, si trova la Pieve della Madonna della Neve che, nonostante diversi interventi nel corso dei secoli, conserva intatte alcune caratteristiche che rendono evidente la sua origine romanica.
In particolare, il capitello cubico, attualmente utilizzato come base dell’altare, mostra decori a graffito su tutti e quattro i lati. Dell’impianto seicentesco sono invece attualmente visibili le eleganti volte a botte con unghie sia nell’aula (zona ovest) sia nel presbiterio.
La Pieve è visitabile gratuitamente ogni prima domenica del mese, nel periodo estivo.
Ai suoi piedi si estende il vigneto di Barbera da cui nasce Stradivario, la Barbera d’Asti Superiore Bava. Nella bella stagione, il vigneto e la Pieve tornano protagonisti di eventi, mentre la collina torna a essere un luogo di incontro e di convivialità, con iniziative come aperitivi in vigna o cinema all’aperto.
Per conoscere i prossimi eventi sulla collina che accoglie la Pieve,





